Cambogia Siem Reap Travels

Cambogia – 15 febbraio 2018

A febbraio del 2018 abbiamo deciso di esplorare la Cambogia per la prima volta. Abbiamo volato dal Vietnam (HANOI); con Air Asia, (mi raccomando fate attenzione al peso dei bagagli con i voli interni)

Atterrati a Siem Reap coda per il Visto  visto turistico di circa 30 USD, dura 30 giorni ed è rinnovabile solamente per un altro mese. Sono necessarie due foto tessera 4×6 con sfondo bianco per il rilascio del visto.


Era da tempo che desideravo esplorare e conoscere questo meraviglioso paese…

Siamo arrivati a Siem Reap da Hanoi e abbiamo trascorso cinque giorni nei meravigliosi templi del famoso Angkor con il tempo sempre a nostro favore che ci ha permesso di goderci al meglio ogni singolo attimo di questa esperienza.

consigli utili per il tuor ad angkor wat

Dopo aver fatto amicizia con un ragazzo Cambogiano KEO, un taxista di Tuk Tuk , è diventato il nostro driver per tutti i giorni trascorsi nei templi. È importante trovarsi un driver di fiducia, soprattutto per chi come me ama conoscere gente del posto, le loro abitudini e non rimanere solo un turista. Contrattate il prezzo giornaliero e per tutta la durata del vostro tour sarà con voi.

Verso tardo pomeriggio ci siamo recati nella biglietteria con Keo e dopo una lunghissima coda finalmente il nostro ticket valido tre giorni per accedere al BIG TOUR dei templi.

Le biglietterie ufficiali sono aperte dalle 05:30 alle 17:30 ma acquistando il ticket da 3 giorni, dopo le 17 avrà validità a partire dal giorno successivo e se ti recherai ad Angkor Wat per vedere il tramonto non pagherai alcun extra. Questa è un’esperienza da non perdere!

1 day pass $37

3 day pass $62 (valid for 10 days)

7 day pass $72 (valid for 1 month)

Abbiamo deciso di trascorrere le prime ore del mattino nei templi di Angkor Wat e quelli circostanti, la luce del mattino è ottima per scattare foto; non appena il sole si alza, vengono invasi dalla folla di turisti

“Ci sono alcuni posti al mondo in cui uno si sente orgoglioso di esssere membro della razza umana. Uno di questi è certo Angkor. Dietro la sofisticata e intellettuale bellezza di angkor c’è qualcosa di profondamente semplice, di archetipo, di naturale che arriva al petto senza dover passare per la testa. In ogni pietra c’è un’intrinseca grandezza di cui uno finisce per portarsi dietro la misura.
Non occorre sapere che ogni particolare aveva per i costruttori un suo significato, che ogni pietra, ogni scrittura, ogni cortile, ogni pinnacolo erano tassellli dell’immenso mosaico che doveva raffigurare i vari mondi, compreso quello superiore, con al centro il mitico Monte Meru. Non occorre essere buddhisti o hindu per capire. Basta lasciarsi andare per sentire che ad Angkor, in qualche modo, ci si è già stati”

Nei giorni successivi ci siamo spostati nelle campagne Cambogiane, per visitare i loro villaggi e conoscere la gente del posto, anche se l’unica parola capita era CIAO! Ma io sono dell’idea che i sorrisi siano compresi in tutte le lingue: voi che ne dite?

Viaggiando spesso devo fare del mio meglio per mangiare sano e equilibrato, adoro soprattutto provare cibi locali e chiedere le ricette per poi provare a replicarle in Italia.

Abbiamo trovato anche una palestra locale ANGKOR MUSCLE GYM, costa 1$ per entrare ed è una palestra completamente attrezzata! Amo l’Asia!

Cena di chiusura a Siem Reap, in un bellissimo ristorante tipico AMOK dove ho potuto gustare il loro piatto che mi ha letteralmente rapita.

AMOK: è sicuramente il piatto più conosciuto della cucina Khmer e che più ho amato, ve lo consiglio vivamente! Si tratta di un filetto di pesce fresco cotto con noccioline, latte di cocco, verdure e spezie; viene avvolto in foglie di banana e servito come una zuppa di pesce (c’è anche la variante con il pollo).

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